Il Palazzetto del Monte










Il borgo

Monte Santa Maria Tiberina è uno di quei piccoli e pittoreschi borghi medioevali pieni di memorie e di sorprese. Arroccato in cima ad una collina appuntita si vede già da molto lontano per via della torre d’avvistamento e del castello ma in realtà dorme indisturbato, nascosto nel suo verde manto di boschi, stretto nell’abbraccio delle sue mura di cinta. La Madonna, a cui il paesino è dedicato fin dalle origini, veglia da sempre su di esso e sui suoi ormai pochissimi abitanti… Ma, data la posizione strategica tra le terre toscane e quelle dello Stato della Chiesa, il borgo che era diventato la roccaforte dei Marchesi Bourbon del Monte ha avuto un glorioso e curioso passato…

Una legenda narra la storia della nascita, attorno all’anno mille sul Monte Bruno, di una pieve dedicata alla Madonna assunta in cielo:

Era risaputo che il Marchese di Toscana Guido conduceva una vita assai scandalosa ed amorale… Un giorno, durante una cavalcata, lui e la sua gente giunsero presso una radura dove uomini sudati e sporchi di fuliggine fondevano il ferro per poi forgiarlo. Tutt’intorno ardevano fuochi ed anche i pochi alberi rimasti erano tutti bruciati e devastati dall’insopportabile calore. Impressionato, il marchese chiese se l’inferno fosse così… Un frate, che faceva parte del suo seguito, gli rispose che no, questo era solo un modesto esempio, e che l’inferno fosse molto peggio! Spaventato e terrorizzato, il marchese si pentì e giurò di cambiare vita, e di dedicarsi al bene. E per essere perdonato ordinò la costruzione, sul proprio territorio, di sette pievi in onore di Santa Maria. Quella del Monte pare una di queste… Intorno alla chiesa sorsero velocemente anche altri edifici, compreso un castello, dando così vita all’inizio dello XI secolo ad un vero e proprio piccolo borgo i cui feudatari vengono chiamati “marchesi” già fin dall’inizio.

Nel 1198, nel corso della lotta tra guelfi (sostenitori del potere della chiesa) e ghibellini (fedeli all’impero), nel castello del Monte fu recluso un prigioniero illustre, il cardinale Ottaviano da Ostia, arrestato dal Duca di Spoleto sull’ordine dell’Imperatore. Quell’anno però l’energico Innocenzo III diventò Papa ed i guelfi tornarono in auge. Il cardinale fu scarcerato con grandi onori mentre il castello del Monte fu distrutto insieme alle mura cittadine. Il territorio passò nelle mani dei Lambardi, Signori di Citerna e Monterchi, e guelfi di tutta fiducia, ma poichè il Monte era una proprietà periferica poco importante per loro, i monteschi riuscirono a ricostruire indisturbati il castello.

Nel 1250, anno fondamentale per la storia di Monte Santa Maria Tiberina, il marchese Guido, discendente dei precedenti padroni, assale il castello con un gruppo d’armati e dopo breve tempo lo conquista stabilendo al Monte un nuovo stato – il Marchesato di Monte Santa Maria Tiberina, destinato a durare ben cinque secoli e mezzo. Infatti, solo lo Stato Pontificio, la Repubblica di Venezia e il Ducato (poi Regno) dei Savoia riuscirono a rimanere indipendenti più a lungo! Grazie alla loro abile politica i padroni del Monte ottennero da papi ed imperatori concessioni e privilegi, ricoprendo spesso anche importanti cariche pubbliche nelle città vicine. Il Monte era libero di avere un proprio statuto, di stipulare alleanze e di dichiarare guerra, di ricevere ambascerie, di battere propria moneta, di imporre tasse e di amministrare da solo la giustizia. Il Monte fu anche uno degli ultimi tre campi franchi esistenti in Europa (insieme a Verona e a Pietroburgo), dove si potevano svolgere liberamente duelli all’ultimo sangue.

Durante il XV secolo i Marchesi del Monte ottennero dal Re di Francia il cognome Bourbon, diventando cosi Marchesi Bourbon del Monte. In famiglia ci furono podestà, capitani ed ambasciatori.

Nel 1424 Monte Santa Maria Tiberina entrò nell’orbita politica e militare della più grande repubblica di allora, in seguito il Granducato di Toscana. Nei secoli successivi, poi, le famiglie dei Marchesi, ormai divisi in più rami, lottarono tra loro, contendendosi il potere ed il castello. Nel 1532 ci fu un compromesso, secondo il quale la reggenza spettava ogni volta al più anziano, indipendentemente del ramo d’appartenenza, ma le rivalità rimasero. Tra mille difficoltà il Marchesato fu retto in qualche modo dai discendenti dei diversi rami della Famiglia fino al 1815 quando, al seguito della decisione del Congresso di Vienna di sopprimere i piccoli feudi, il Monte entrò a far parte del Granducato di Toscana, poi nel 1859 del Regno d’Italia e dopo anche della Repubblica Italiana.

Nel 1927 il comune di Monte Santa Maria Tiberina, fino allora appartenente ad Arezzo, fu aggregato alla provincia di Perugia e da toscano divenne umbro. Così oggi il Monte fa parte dell’affascinante ed unica Umbria dove addirittura il futuro ha radici antiche; il passato non è passato ed il passare del tempo non ha stravolto tradizioni, usi e ambiente… Si può dire che la piccola Umbria, oltre ad essere a misura d’uomo, bellissima, ricca di storia e di cultura e sempre verde è semplicemente… “evergreen”! E Monte Santa Maria Tiberina ne è un eccellente esempio.

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